È una malattia lenta e silenziosa, più frequente nei cani anziani: quando compaiono i primi segni, i reni hanno già perso gran parte della loro funzione. Non si può guarire, ma si può rallentare, e l'alimentazione è lo strumento con le prove più solide. Ecco cosa sapere.
In breve
Nell'insufficienza renale cronica i reni perdono funzione poco a poco, per mesi o anni. Il primo segno è spesso che il cane beve e fa pipì di più; poi arrivano dimagrimento, poco appetito, vomito. La diagnosi si fa con esami del sangue e delle urine. La dieta renale, con meno fosforo e meno proteine ma di qualità, è il trattamento con le prove migliori: nei cani con malattia avanzata ha triplicato la sopravvivenza rispetto a un cibo normale. La sceglie il veterinario, insieme ai farmaci e ai controlli. Acqua sempre a disposizione, e niente diete casalinghe senza un nutrizionista veterinario.
È la perdita lenta e irreversibile della funzione dei reni, che non riescono più a filtrare bene il sangue. I rifiuti del metabolismo, soprattutto quelli che vengono dalle proteine, si accumulano e fanno stare male il cane.
È più frequente con l'età: secondo il Merck Veterinary Manual aumenta dai 5-6 anni in poi e riguarda fino al 10% dei cani anziani. In uno studio britannico su oltre 100.000 cani, dopo la diagnosi la sopravvivenza mediana era di 226 giorni, ma con grandi differenze secondo lo stadio in cui la malattia veniva scoperta: per questo trovarla presto conta.
Il veterinario classifica la malattia in stadi (sistema IRIS, da 1 a 4) in base agli esami: da questo dipendono la dieta e le cure.
Il primo segno è spesso che il cane beve e fa pipì più del solito. Compare di solito quando circa due terzi del tessuto che filtra il sangue è già perso. Poi, negli stadi avanzati:
Siccome per mesi o anni non ci sono segni, nei cani dai 5-7 anni in su conviene fare esami del sangue e delle urine una volta l'anno: creatinina, SDMA, peso specifico e proteine nelle urine, e la pressione.
Una dieta renale scelta dal veterinario: è il trattamento con le prove più solide. In uno studio su cani con insufficienza renale avanzata, quelli nutriti con una dieta renale hanno avuto il 70% di crisi uremiche in meno e una sopravvivenza mediana tre volte più lunga rispetto ai cani nutriti con un cibo di mantenimento.
Una dieta renale ha in genere:
Per dare un'idea, le norme europee per i mangimi dietetici di supporto renale fissano al massimo 220 g di proteine e 5 g di fosforo per kg (al 12% di umidità). Quando iniziarla lo decide il veterinario in base allo stadio: per esempio, le linee guida IRIS consigliano una dieta con meno proteine, insieme ai farmaci, se nelle urine si perdono troppe proteine.
Capita spesso: i rifiuti accumulati danno nausea. Alcune cose aiutano:
Mangiare abbastanza è importante quanto la dieta giusta: un cane che dimagrisce perde muscolo e forze. Se mangia poco per più di qualche giorno, parlane subito con il veterinario.
Tutta quella che vuole: l'acqua non va mai limitata. Il cane con insufficienza renale fa molta pipì e deve bere molto per compensare, ma non sempre ci riesce.
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Solo se formulata da un nutrizionista veterinario. In uno studio americano sono state analizzate 39 ricette casalinghe per cani con malattia renale trovate in libri e siti: nessuna copriva tutti i nutrienti necessari. In più di 3 ricette su 4 le proteine o almeno un aminoacido erano sotto il minimo, e quasi tutte avevano poca colina; spesso mancavano anche selenio, zinco e calcio.
Una dieta casalinga per un cane con i reni malati deve essere calcolata sul singolo cane e ricontrollata con gli esami: non basta "riso e carne bianca".
Soprattutto i cani anziani, e alcune razze più di altre.
Te lo diciamo chiaro: le nostre ricette non sono una dieta renale. Hanno da 275 a 446 g di proteine per kg (al 12% di umidità), sopra il limite di 220 g/kg delle diete renali previsto dalle norme europee, e il loro contenuto di fosforo non è calcolato per un cane con i reni malati. Se il tuo cane ha l'insufficienza renale, la dieta giusta è quella del veterinario.
Per un cane sano è diverso: un'alimentazione ricca di proteine non ha mostrato di causare malattie renali in animali sani, come spieghiamo nella guida al cane anziano.
Dipende molto dallo stadio in cui viene scoperta e dalle cure. In uno studio britannico la sopravvivenza mediana dopo la diagnosi era di 226 giorni, ma i cani scoperti presto e seguiti con dieta renale e controlli possono vivere molto di più.
Sì, ma nella quantità decisa dal veterinario: una dieta renale contiene meno proteine, di alta qualità, non zero proteine. Togliere troppe proteine fa perdere muscolo al cane.
Cibi ricchi di fosforo e di sale e snack non previsti dalla dieta: ossa, formaggi, salumi, avanzi. E nessun integratore senza il parere del veterinario.
Non si guarisce, perché il danno ai reni non torna indietro, ma si può rallentare: dieta renale, farmaci, acqua sempre a disposizione e controlli regolari.
La consistenza umida aiuta a far assumere più acqua, ma quello che conta è che sia una dieta renale: con meno fosforo e meno proteine. La sceglie il veterinario.
Testi scritti dalla redazione di Pappa Fresh a partire da studi veterinari pubblicati (vedi le fonti). Non sostituiscono il parere del tuo veterinario.
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