Spesso arriva dopo una grande abbuffata: un cane che vomita, ha mal di pancia e non vuole mangiare. La pancreatite può essere lieve o grave, e l'alimentazione conta sia durante l'episodio sia dopo. Ecco cosa sapere, cosa dargli e quali cibi evitare.
In breve
La pancreatite è un'infiammazione del pancreas: i segni più comuni sono vomito e dolore alla pancia, poi abbattimento, poco appetito, febbre e diarrea. Tra i fattori di rischio ci sono i pasti molto grassi, gli avanzi della tavola e il sovrappeso. Durante l'episodio decide il veterinario, ma oggi non si tiene più il cane a digiuno per giorni: si ricomincia presto con piccoli pasti poveri di grassi e molto digeribili. Se la pancreatite torna o diventa cronica, serve una dieta stabilmente povera di grassi, cioè con meno del 20% delle calorie che arriva dai grassi, e niente avanzi grassi.
La nostra ricetta più magra: crea il piano con il Maiale →
È un'infiammazione del pancreas, l'organo che produce gli enzimi per digerire e l'insulina. Gli enzimi si attivano troppo presto e danneggiano il pancreas stesso e gli organi vicini.
La diagnosi la fa il veterinario, di solito con un esame del sangue specifico per il pancreas e un'ecografia.
I più comuni sono vomito e dolore alla pancia. Spesso si aggiungono:
Vomito ripetuto e pancia dolente insieme sono un motivo per andare dal veterinario in giornata, soprattutto se il cane ha appena mangiato qualcosa di molto grasso.
Spesso la causa precisa non si trova, ma alcuni fattori aumentano il rischio.
Durante l'episodio decide il veterinario; dopo, dipende da quante volte è successo.
Quanto deve essere povera di grassi? Secondo i manuali, per i cani che mangiano cibi commerciali si considera "a basso contenuto di grassi" un alimento in cui meno del 20% delle calorie arriva dai grassi; un altro criterio pratico è dimezzare i grassi rispetto alla dieta di prima. Attenzione anche alle proteine: quantità molto alte vanno evitate.
Per fare il conto da un'etichetta: moltiplica i grammi di grassi su 100 g per 8,5 e dividi per le calorie su 100 g. Per esempio, 2,4 g di grassi in un cibo da 112 kcal danno 2,4 × 8,5 ÷ 112 = 18% delle calorie dai grassi.
La nostra ricetta più magra
Maiale (58%) con carote, riso e mela, più un integratore vitaminico-minerale: 2,4 g di grassi ogni 100 g, il 18% delle calorie (analisi di laboratorio). Non è una dieta veterinaria: chiedi al veterinario se va bene per il tuo cane.
Tutto quello che è molto grasso, anche in piccole quantità.
Attenzione alle etichette: secondo i manuali alcuni cibi venduti come "light" o "a ridotto contenuto di grassi" hanno ancora troppi grassi per un cane con la pancreatite, e la versione umida e quella secca dello stesso prodotto possono essere molto diverse. Se un episodio è stato scatenato da un cibo preciso, d'ora in poi tieniti ben sotto quel contenuto di grassi. Gli altri cibi pericolosi sono nella guida a cosa non può mangiare il cane.
Se è in sovrappeso, sì: il peso in più è uno dei fattori legati alla pancreatite. Il piano giusto è un dimagrimento graduale con un'alimentazione povera di grassi, deciso con il veterinario, fino a tornare alla sua forma ideale: le costole si devono sentire sotto le dita senza premere.
Niente diete drastiche fai da te: un cane che smette di mangiare del tutto non dimagrisce in modo sano. Più informazioni sui grassi e sul sovrappeso nell'articolo su grassi e cane in sovrappeso.
Alcune razze più di altre, soprattutto quelle con tendenza ad avere troppi grassi nel sangue.
Contano anche il sesso e la storia del cane: nello studio erano più a rischio i maschi e le femmine sterilizzate, i cani in sovrappeso e quelli con altre malattie come diabete o problemi intestinali precedenti.
Il nostro Maiale ha 2,4 g di grassi ogni 100 g: secondo le analisi di laboratorio sulle nostre ricette è la più magra, con il 18% delle calorie che arriva dai grassi. È un alimento completo, con carne vera come primo ingrediente, carote, riso e mela, cotto a vapore e sterilizzato nella busta.
Non è una dieta veterinaria. Se il tuo cane ha avuto un episodio, chiedi al veterinario se può andare bene per lui quando è tornato a mangiare normalmente. Le nostre altre ricette hanno più grassi, dal 30% al 56% delle calorie.
Due minuti, porzioni calcolate sul tuo cane, −30% sul primo ordine.
Non per giorni. Durante l'episodio decide il veterinario, ma oggi si ricomincia presto, appena il vomito è sotto controllo, con piccoli pasti poveri di grassi e molto digeribili.
Molti cani con una forma acuta lieve si riprendono bene. Le forme gravi possono essere pericolose, e quelle croniche si gestiscono a lungo con una dieta povera di grassi e controlli dal veterinario.
Riso e petto di pollo lesso, senza pelle e senza condimenti, sono poveri di grassi e si usano spesso per pochi giorni. Non sono un'alimentazione completa: per il lungo periodo serve un alimento completo povero di grassi, scelto con il veterinario.
Secondo i manuali si considera povero di grassi un alimento in cui meno del 20% delle calorie arriva dai grassi; un altro criterio è dimezzare i grassi rispetto alla dieta di prima. Il veterinario indica il livello giusto per il tuo cane.
Sì, soprattutto se il cane continua a mangiare cibi grassi o resta in sovrappeso. Per questo, dopo un episodio, contano una dieta adatta e niente avanzi grassi.
Testi scritti dalla redazione di Pappa Fresh a partire da studi veterinari pubblicati (vedi le fonti). Non sostituiscono il parere del tuo veterinario.
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